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RECENSIONI |
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Recensioni a
cura del Prof Alberto Giannelli |
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R. Ricciardi, G.P. Fontana
VIVERE LA MIASTENIA.
Ovvero come innamorarsi di una malattia.
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La miastenia e’ un tipico
esempio di malattia neurologica in cui la ricerca ha determinato decisivi
progressi terapeutici, migliorando la prognosi e la qualita’ di vita dei
pazienti. Grazie alla disponibilita’ di sostanze che bloccano la degradazione
dell’acetilcolina a livello delle sinapsi neuromuscolari, di cui la
piridostigmina e’ la piu’ impiegata, e di farmaci immunosoppressivi, la
mortalita’ per miastenia e’ quasi scomparsa e la maggior parte dei pazienti ha
vita normale.
Tuttavia sono pochi i medici
che si occupano di questa patologia e molti i pazienti ancora in attesa di
diagnosi e di cure appropriate. E’ interessante, percio’, la recente
pubblicazione di un libro che racconta il viaggio immaginario e avventuroso
della malattia. Attraverso la sensibilita’ dei due autori (Roberta Ricciardi,
colpita dalla miastenia al’eta’ di 14 anni, specialista in neurologia e
Presidente dell’Associazione Italiana Miastenia-Toscana, e Giovanni Paolo
Fontana, giornalista che da anni studia il mondo del disagio) e le emozionanti
testimonianze di vita, il lettore e’ condotto verso una maggiore conoscenza e
consapevolezza di questa patologia complicata e poco conosciuta.
Franco Angeli/Self-help
recensione a cura di Franco Zarattini
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di Giovanni Gastaldo e Miranda Ottobre
Dottore, posso Guarire ? |
Nel ventaglio delle
pubblicazioni divulgative mirate a far conoscere come curare i mali oscuri
rientra a pieno titolo l’ultima fatica di questi studiosi veneti che hanno
sapientemente fuso teorie neurobiologiche consolidate con le risorse della
ricerca chimica psicologica e psicoterapica tanto interessante in quanto fatta
direttamente sul campo. Mettendosi al riparo da facili e scontate critiche verso
una visione prevalente psicologica. Della sofferenza psichica nell’ambito dei
disturbi d’ansia e affettivi descritti come il risultato di "pacchetti di
esperienze" negative formatisi nel corso della crescita, che saranno sostituiti
da "pacchetti di esperienze" positive tramite un lungo e costante training
psicoterapeutico, gli autori dedicano alcuni capitoli della loro opera agli
studi nella neurofisiologia del Sistema Nervoso Centrale, riconosciuta scrittura
attraverso la quale si esplica la mente, anche se sul come, tutto o quasi rimane
ancora da scoprire. Da questa importante premessa viene riconosciuta anche una
base biologica ai disturbi psichici che potranno essere trattati pure con
psicofarmaci quando lo richiedera’ la loro gravità non in alternativa, ma in
associazione con la psicoterapia. Questa impostazione teorica permette di
superare utilmente defatiganti diatribe sull’esclusività della cura
psicofarmacologicapiuttosto che psicologico-psicoterapeutica dell’ammalato
psichico.
Pertanto se nella crescita
del paziente i circuiti cerebrali formati dalla connessione di più neuroni tra
loro sono stati distorti da "pacchetti di esperienze" sbagliate, bisognera’
rettificarli tramite un lavoro in cui si confrontino esperienze di segno
opposto, fermo restando che i pazienti traggono un gran beneficio dalla
psicoterapia purché condotta da professionisti della salute mentale con
trattamenti a lungo termine in quanto consentono di ottenere risultati migliori
rispetto a quelli a breve termine. Comunque per ottenere risultati stabili è
sempre opportuno pianificare una condotta terapeutica che incorra ad ogni
potenzialità curativa disponibile. Una di queste è riconducibile agli
psicofarmaci, che andrebbero impiegati ogni qualvolta i pazienti in crisi così
profonde, che danno la stura a spirali dolorose di sintomi.
Siccome la psicoterapia
agisce a volte troppo lentamente rischiando anche di approfondire circuiti
distorti, ingrossando i "pacchetti di esperienza" negativi apportandovi con la
rinnovata sofferenza altre esperienze negative, appare utile in questi casi il
ricorso agli psicofarmaci che interferendo con i neurotrasmettitori nelle
sinapsi (come risulta da conoscenze consolidate di neurobiologia) riarmonizzano
i circuiti distorti rivelandosi pertanto di notevole utilità nel concorrere a
riprendere il piano terapeutico programmato. Tuttavia secondo gli Autori il
farmaco, di grande validità nelle emergenze tutte descritte, non può correggere
i circuiti in modo permanente in quanto, come premonizzava Freud, solo in futuro
questo traguardo sarà forse raggiungibile, mentre attualmente l’unico mezzo
disponibile è la psicoterapia che permette all’individuo di realizzare in sé
stesso tale cambiamento. Altro importante risultato di questo approccio
terapeutico è che lo psicofarmaco non crea dipendenza, perché il paziente si
sente dipendente dall’ansiolitico finché il suo disagio lo tormenta, ma appena
questo, anche dopo anni, viene sconfitto, l’abbandono del farmaco può avvenire
facilmente e talora del tutto spontaneamente.
Armando Editore, Roma 2002.
recensione a cura di Franco
Zarattini
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Da D. Olivier in L’Encéphale,
2001; XXVII : 600
LAVORO, STRESS E DISTURBO
DELL’ADATTAMENTO
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Ammesso che il lavoro intervenga nella
dinamica esistenziale stabilendo un legame tra il presente e il futuro, tra il
lavoratore e il suo prodotto, ma anche tra chi lavora e gli altri, non si può
tuttavia negare che il lavoro sia pure causa di uno stress al quale l’individuo
tenta di reagire ricorrendo ai copings (dall’inglese to cope with, resistere ). Queste strategie di adattamento possono essere :
focalizzate sull’emotività agendo su
variazioni fisiologiche a forte contenuto emozionale come rilassarsi, farsi
coinvolgere in attività piacevoli oppure banalizzando la situazione, magari
pensando ad altro;
centrate sul problema al fine di
risolverlo;
non sempre però questi metodi sono
seguiti dai risultati sperati perché tra il 10 e il 20% dei casi esiste un
disturbo dell’adattamento che una volta su due si inscrive su una biografia
segnata da antecedenti psichiatrici che può evolvere in un quarto dei casi
verso un altro disturbo mentale.
In un’ottica terapeutica, se un
cambiamento organizzativo può diminuire i fattori stressanti, anche la
preparazione del paziente al controllo dello stress sarebbe altrettanto valida
purchè possa esplicarsi a diversi livelli di approccio così schematizzabili:
fisiologico con tecniche di
rilassamento orientate a neutralizzare l’attivazione del sistema nervoso
vegetativo;
psicologico tramite l’elaborazione di
modelli cognitivi e di attitudini mentali più consone a far fronte alle
situazioni stressanti;
comportamentale mirato al contenimento
delle proprie pulsioni,
emotivo finalizzato ad una migliore
modulazione delle proprie emozioni ed a una maggiore disponibilità verso
l’ambiente.
Qualora questa barriera contro gli agenti
stressanti, così come è stata congegnata, venisse meno, non è da escludere il
ricorso a un sostegno psicofarmacologico specifico da ritenersi a questo punto
quanto mai necessario.
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E. Aguglia, A. Riolo
LA
PEDOFILIA NELL’OTTICA PSICHIATRICA
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In questo volume, piccolo ma denso di
contenuto, gli AA. Cercano di inquadrare, dal punto di vista psico(pato)logico e
psichiatrico, la personalità e il comportamento del pedofilo, sui quali la
letteratura specialistica, specie italiana, non si è mai particolarmente
impegnata.
Lodevole è dunque l’iniziativa dei due
Autori che giustamente richiamano gli psichiatri a dedicare più tempo e
attenzione alla pedofilia che essi definiscono una serious mental illness. Gli
studi sulla pedofilia, della quale negli ultimi anni si è molto parlato nelle
cronache giudiziarie, anche del nostro paese, e da parte dei mass-media, si sono
finora preminentemente rivolti alla vittima e agli aspetti socioculturali del
contesto in cui essa ha patito l’abuso. In questo volume, invece, è la
personalità del pedofilo, nella multiforme gamma delle sue
possibilitàespressive, ad essere specificamente presa di mira, con l’obiettivo
di coglierne precocemente gli indicatori e di poterne preventivamente bloccare
gli agiti, tenendo anche conto che spesso detta personalità è minata da
nuclearità depressive o da distorsioni cognitive o da attitudini tossicomaniche.
La trattazione dell’argomento è lineare, chiara dal punto di vista espositivo
e arricchita da numerose tabelle didatticamente efficaci. Forse sarebbe stato
interessante un maggiore approfondimento delle dinamiche profonde che (sovente)
sottendono la condotta pedofilia e che ne fanno, più che una perversione
sessuale, una patologia narcisistica, che - soprattutto nei soggetti incapaci di
gestire un rapporto amoroso adulto – può richiamare esperienze analoghe
vissute nell’infanzia, ma che può tradursi, anziché in atteggiamenti
aggressivi, in condotte pedagogicamente valide attraverso la sublimazione.
Questo libro, in definitiva, è assai utile non solo agli psicologi e agli
psichiatri, ma anche agli educatori e ai genitori e rappresenta uno stimolo a
sviluppare un maggiore interesse su un problema di ampia risonanza sociale, che
gli AA. Hanno avuto il merito di richiamare alla nostra attenzione.
Il Pensiero Scientifico Editore, Roma 1999
Pagine 74, euro 10,33
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Alberto Lampignano (a cura di)
FRAMMENTI
DIALOGANDO
CON DIEGO NAPOLETANI
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Alberto Lampignano, psicologo e
psicoterapeuta della Soc. di Gruppoanalisi italiana, ha raccolto in questo
volume una serie di interviste e di altri (De Maria, Pieti) a Diego Napoletani,
in occasione del suo settantesimo compleanno. Il libro è corredato di due
appendici, l’una contenente dialoghi a distanza tra Napoletani e Manghi,
Pagliarani e Vattimo, l’altra consistente in una selezionata e commentata
bibliografia attinente ai contributi scientifici dell’intervistato. Si tratta
di framenti, ovverosia di un dialogo fra menti (tra lui e i suoi interlocutori
più sopra citati), e, nel tempo stesso, di frammenti, ovverosia di un discorso
necessariamente frammentario per la vastità dei temi trattati e la varietà dei
contenuti (fra i quali una pièce teatrale). Non ho avuto contatti diretti con
Napoletani, ma ne ho conosciuto il percorso e l’impegno professionale, specie
per quanto riguarda le comunità terapeutiche da lui pensate e attivate a Milano
alla fine degli anni sessanta.
Molti di quelli che allora hanno
collaborato con lui e che lui, giustamente, ricorda, sono e sono stati miei
amici, o, comunque , colleghi, quasi tutti usciti dalla stessa scuola di
specializzazione. Sarebbe stato il caso che, Napoletani citasse anche Renzo
Peruzzotti, allora assessore provinciale all’assistenza psichiatrica, che ebbe
il merito di promuovere il rinnovamento e l’umanizzazione degli ospedali
psichiatrici milanesi e diede un contributo decisivo alla realizzazione di una
comunità terapeutica (Villa Serena). In sintesi, la lettura di questo volume è
utile e interessante, non solo perché ripercorre il lungo e fecondo travaglio
ideologico dell’intervistato, i cui appunti all’istituzione psicanalitica ne
rivelano lo spirito libero e indipendente, ma anche perché testimonia di un
periodo complesso, pieno di fermenti e di contraddizioni, della psichiatria
italiana, istituzionale e no.
Franco Angeli Editore, Milano, 1999
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G. Jervis (a cura di)
IL
SECOLO DELLA PSICOANALISI
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Questo elegante volume contiene i
contributi, oltre che dello stesso Jervis, di Spaziale-Bagliacca, Eagle, Dazzi,
Boringheri, Lavagetto, Ranchetti e P.F. Galli. Si tratta di un’attenta e
documentata rivisitazione delle dottrina e della prassi psicanalitiche dalle
loro origini fino ai nostri giorni, con la messa in evidenza del valore che
ancora oggi rivestono il pensiero e l’opera sia di Freud che dei
post-freudiana, vuoi nella cultura del secolo appena trascorso vuoi nell’esercizio
delle pratiche psicoterapeutiche, ma, nel tempo stesso, di una critica serrata
ad alcuni teoremi non più accettabili e all’isolamento dalle scienze contigue
cui la psicoanalisi si è consegnata e nel quale si è pervicacemente adagiata.
A questo proposito, Jervis dice che "forse il più significativo sviluppo
recente del pensiero psicoanalitico consiste in un graduale abbandono della
pretesa di considerare la psicanalisi una scienza, e nella tendenza a a
inserirle nell’ambito delle discipline interpretative, ermeneutiche, il cui
terreno epistemologico ha quindi più a che fare con la critica testuale che con
il mondo tradizionale della ricerca". Il libro è il notevole interesse per
il valore dei singoli contributi, alcuni volti a confrontare lo sviluppo del
pensiero psicanalitico nord-americano con quello europeo, altri incentrati
soprattutto sull’abbandono di alcuni presupposti teorici oggi non più
credibili e sulla valorizzazione di quanto sia a tutt’oggi utilmente fruibile
nella pratica psicoterapeutica nelle sue varie forme e metodologie.
Boringhieri Editore, Torino, 1999
Pagine 254
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M. Ballantini (a cura di)
SUICIDIO
E SOCIETA’
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Questo volume, egregiamente curato da M.
Ballantini, psichiatra in Valtellina, raccoglie i testi delle relazioni tenutesi
a Sondrio nel 1997, in un convegno del quale Capobianco e lo stesso Ballantini
sono stati promotori e animatori. Il volume contiene le relazioni di psichiatri
italiani di varia provenienza ed estrazione culturale e poiché tratta del
fenomeno suicidio in una prospettiva multidisciplinare dà spazio anche alla
voce di esponenti del mondo culturale e dell’informazione, nonché ad esperti
di statistica ed epidemiologia. La sua consultazione è di notevole aiuto non
solo agli operatori direttamente in contatto con le varie forme del disagio
psichico (in primis, la depressione), ma a tutti coloro che, a vario titolo, si
occupano dei problemi esistenziali che più da vicino toccano l’uomo nella
società contemporanea, tra i quali vanno citati soprattutto l’emarginazione
giovanile e la solitudine.
Franco Angeli Editore, Milano, 1999
Pagine 158, euro 12,39
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Simone Vender, Giovanni Foresti, Camilla
Callegari, Roberto Bressani (a cura di)
PERCORSI
DI VITA E DI RISOCIALIZZAZIONE |
Questo volume, che riporta e sviluppa i
temi di un convegno tenutosi a Varese nel settembre del 1977, tratta di problemi
inerenti al rapporto tra riabilitazione e lavoro.
Lo scopo ultimo di un proficuo lavoro
riabilitativo è quello dell’inserimento al lavoro di coloro che sono usciti
da un’esperienza psicotica e si tratta, come è ben noto, di uno spinoso
problema con ampi risvolti sociali ed economici, lungi ancora dall’essere
soddisfacentemente affrontato e risolto. Ma esso non è di certo l’unico scopo
di un lavoro riabilitativo, che deve volgere il suo sguardo anche all’area
ricreativa e ludica, occupazionale in senso lato, tenendo conto non solo dell’età
dei soggetti in causa, ma anche delle risorse disponibili e delle condizioni
psicologiche di chi è uscito o sta uscendo da una siffatta esperienza. E’
merito dei curatori, che portano anche loro personali contributi, avere raccolto
i risultati del lavoro che in questa direzione si va facendo nei presidi
territoriali della nostra regione (solo due contributi provengono da fuori),
nell’intanto di stimolare e tenere più vivo l’interesse degli operatori
addetti ai lavori.
La Goliardica Pavese, Editore, Pavia, 1999
Pagine 233, euro 17,04
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Eugenio Borgna
NOI
SIAMO UN COLLOQUIO
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Con la grande competenza che tutti gli
riconosciamo, Borgna tratta un tema fondamentale non solo dell’esercizio della
psichiatria clinica, quello dell’incontro e del colloquio, ma della stessa
condizione che contraddistingue il nostro essere uomini. Nella scia dei lavori
binswangeriani, e delle loro premesse heideggeriane, Borgna ci ammonisce :
" …solo se ci si avvicina a una persona lambita o divorata dalla
sofferenza e dalla malattia con una immediata disponibilità dialogica e, anzi,
con l’amore di cui siamo capaci, ci può essere la speranza che l’altro-da-noi
riveli quello che ha nel cuore e nella memoria: consentendoci di intravedere e
di cogliere le segrete correlazioni della sua sofferenza e del suo dolore: della
sua disperazione e delle sue lacerazioni interiori…". Tutto il libro, che
tocca gli aspetti più salienti della sofferenza psichica, si ispira a questo
momento fondamentale dell’incontro e del dialogo, senza i quali nessuna
interiorità può essere esplorata e nessun dolore lenito, e senza i quali
nessuna cura può rivelarsi efficace e nessun aiuto concreto. Con il fascino
delle sue argomentazioni che rivelano una conoscenza del pensiero filosofico
nelle sue ineliminabili articolazioni con il sapere psicopatologico, e con le
suggestioni dei suoi richiami al mondo delle lettere e della musica, l’Autore
ci conduce per mano negli spazi non ancora del tutto esplorati della
soggettività e dell’intersoggettività, e ci invita a riflettere come le
esperienze (neurotiche e psicotiche) dei nostri malati altro non siano che la
esasperazione e la distorsione di esperienze, vissuti e ricordi che albergano
dentro ciascuno di noi e che nel colloquio (nell’incontro dialogico) si
affacciano sull’orizzonte dell’esperienza umana, colta nella sua dimensione
individuale e sociale.
Feltrinelli Editore, Milano, 1999
Pagine 232, euro 15,49
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Teresa M. Sgaramella (a cura di)
NEUROPSICOLOGIA
COGNITIVA DELL’INVECCHIAMENTO
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Questo libro richiama, con contributi di
alto livello scientifico, l’interesse del lettore sui problemi inerenti alla
neuropsicologia dell’invecchiamento normale e patologico. Esso ha dunque un’importanza
considerevole perché tratta un argomento di attualità pregnante non solo per
gli aspetti psicologici e clinici dell’invecchiamento visti sia sul versante
normale che patologico, ma anche per i suoi risvolti sociali che, stando anche
alla realtà italiana, sono di pari importanza.
Il tenore scientifico dei singoli
contributi nonché la ricca e articolata bibliografia che li accompagna stanno a
testimoniare gli importanti risultati ottenuti in questo campo dalla ricerca e
la altrettanto importante risonanza che essi hanno e avranno in prospettiva sul
piano pratico, e su quello della prevenzione.
Masson Editore, Milano, 1999
Pagine 414, euro 25,82
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G. Labellarte (a cura di)
LA
SALUTE MENTALE DEI RIFUGIATI O.M.S.
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Giuseppina Labellarte ed il gruppo
Psichiatria senza Frontiere, forti anche della esperienza in una area di impegno
come la Puglia, ci presentano il volume edito dalla O.M.S. sulla salute mentale
dei rifugiati. La traduzione e la veste tipografica sono ottime.
La prefazione di Marcello Cardini e la
introduzione della Labellarte danno una idea dei problemi e delle esperienze che
questi nostri colleghi hanno dovuto affrontare direttamente sul campo.
Giustamente si sottolinea come eventi di
questo genere possano incidere non soltanto sui soccorsi ma anche sui
soccorritori.
Un aspetto interessante del volume è che
si fatica un po’ a comprendere a chi sia esattamente diretto. Nella
introduzione originale la cosa è così spiegata : agenti delle operazioni
sanitari impiegati al primo livello, insegnanti, altre persone che aiutano i
profughi. In realtà il pragmatismo e la efficienza ispiratrici fanno sì che si
dica qualche cosa di utile a tutti. Anche a Di Girolamo, coordinatore a Ginevra,
vanno fatte congratulazioni.
Si comincia proprio col testare e
verificare punti di vista, prospettive ed attitudini degli operatori. E si danno
indicazioni metodologiche (luoghi, discorsi) su come avvicinare gli assistiti. E’
una lettura che penso possa essere interessante anche per psichiatri formati che
debbano agire al di fuori delle abituali circostanze. Il concetto di operatore
sanitario mi sembra inteso in senso lato. Vi sono anche indicazioni di massima
sui farmaci, pur venendo sottolineata la necessità di rivolgersi al medico.
Particolarmente interessante, nel 40
capitolo, è la "traduzione" in termini psichiatrici delle espressioni
che gli altri usano per esprimere la propria sofferenza. Con speciale attenzione
ai problemi della depressione e del suicidio. Il quinto capitolo è dedicato ai
bambini.Più avanti nel cap. 6°, troviamo una eccezionale trattazione su che
cosa fa la medicina tradizionale, su cosa fanno i guaritori e su quale rapporto
dobbiamo avere con loro.
Seguono capitoli sull’alcolismo e sulle
droghe, sulla tortura e la violenza sessuale. Per la tortura si parla di
elettroshock (forse è nell’originale).
Sarebbe meglio parlare di scosse, a scanso
di equivoci.
Consiglierei il libro, come utile lettura,
anche agli specializzandi.
Come va il mondo, questi problemi li
possono avere tutti.
1996 Editoriale
F. Folini, Casalnoceto (AL) 2000
Euro 25,82
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Giorgio di Mola
(a cura di)
CURE
PALLIATIVE
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Nel linguaggio corrente palliativo è
diventato sinonimo di inutile, inefficace. In realtà le cure palliative sono l’unico
mezzo veramente efficace per consentire al malato una qualità di vita
accettabile fino al sopraggiungere della morte.
Pubblicato alcuni anni or sono, il volume
curato da Giorgio Di Mola rimane, con il suo approccio multidisciplinare alle
malattie inguaribili, l’unico compendio aggiornato sull’argomento. Raccoglie
contributi di vari studiosi-non medici- interessati al problema e di operatori
sanitari quotidianamente impegnati nell’ambito della medicina palliativa.
L’analisi muove dagli aspetti culturali
e antropologici del binomio morte-malattia, con le conseguenze psicologiche sul
malato e sull’ambiente sociale, per passare poi- con un approccio più
tecnico- alla terapia del dolore e alla definizione di una nuova "filosofia
dell’assistenza" nell’ambito delle patologie inguaribili: educazione e
formazione degli operatori sanitari e attività assistenziale a domicilio e nelle
strutture ospedaliere.
Attraverso il concetto di "unità di
cura" viene ribadita la necessaria multidisciplinarietà dell’approccio
al malato inguaribile e il bisogno di un’azione integrata con l’ambiente
familiare. Infine. Non potevano mancare le problematiche di carattere etico e
giuridico inevitabilmente aperte dal dibattito intorno alle cure palliative.
Masson, Milano, 1993,
pp. 336, euro 35,64
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Ramòn Lucas Lucas
ANTROPOLOGIA
E PROBLEMI BIOETICA
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Un testo base per analizzare i fondamenti
della bioetica, un tema del quale oggi si parla molto, spesso a vanvera. Il
volume è uno studio specialistico che tocca problemi come il valore del corpo
umano, la sessualità, la natura umana dell’embrione, la morte encefalica e il
trapianto d’organi.
San Paolo, Cinisello B.mo,
2001, pp. 184, euro 11,36
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E. Shorter
STORIA DELLA PSICHIATRIA
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Il testo è ricco di aneddoti e di stimolanti curiosità, e
presenta la storia della psichiatria dai suoi albori ai nostri giorni. Ci si
rende conto, leggendolo, che pur non essendo scritto da uno psichiatra, lo è da
una persona capace di cogliere numerosi aspetti di tale storia che altrimenti
sfuggirebbero a un lettore meno accorto.
Non è di certo un testo scientifico, in quanto descrive
fatti e persone senza entrare nel merito del loro significato, ma non manca di
precisare rigorosamente le date e le sequenze degli avvenimenti che hanno
segnato nel corso dei secoli la nostra disciplina, indulgendo a privilegiare l’apporto
degli autori di lingua inglese e tedesca.
Spiace che nemmeno nell’edizione italiana si faccia un
cenno alla svolta radicale dell’assistenza psichiatrica che nel nostro Paese
ha preso le mosse più di ventanni orsono, e che sul piano storico è un
avvenimento che non doveva essere taciuto.
Edizione
italiana curata da Claudio Mencacci
Masson Editore, Milano, 2000
Pagine 408, euro 28,41
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Luciano del Pistoia
Il
giardino delle statue di sale
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Che Luciano Del Pistoia fosse un valente professionista e un
acuto cultore della psicopatologia e della storia della psichiatria lo sapevamo
da tempo. Non sapevamo, invece, che fosse anche uno scrittore o, meglio, un
narratore incisivo e coinvolgente. Questo libro, che nasce da una lunga
esperienza vissuta con passione e coerenza, prende lo spunto da episodi occorsi
nel manicomio di Lucca, ma alterna al loro racconto riflessioni psicopatologiche
tanto scarne nella loro enunciazione quanto profonde nel loro contenuto.
Chi, come il sottoscritto ha vissuto l’esperienza
manicomiale e, dopo il 1978, quella territoriale, ritrova, nella lettura di
questo testo, parte della propria storia e non può non raccomandarlo a tutti
quelli che giovani e meno giovani, si confrontano giorno dopo giorno con la
sofferenza mentale e i suoi misteri.
Pacini Fazzi Editore, Lucca, 1998
Pagine 218, Lire 30.000
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Giusti, C. Montanari, A. Lannuzzo
PSICOTERAPIE INTEGRATE
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Volume corposo e interessante, che suggerisce come pensare
progetti di qualità e realizzare trattamenti multipli con tecniche combinate di
più modelli psicoterapeutici. Non di secondaria importanza è il tentativo di
mettere ordine nel mondo complesso e variegato delle psicoterapie, cosa questa
particolarmente importante per il giovane che si affaccia all’esercizio
professionale. Questo, comunque, è un libro da studiare più che da leggere,
corredato di una ricca bibliografia, nella quale però fanno difetto i
riferimenti alla letteratura psicanalitica.
Masson editore,
Milano, 2000
pagine 535, euro 46,48
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