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EMICRANIA ED INVALIDITA’ (applicazioni potenziali del questionario MIDAS, strumento tanto semplice quanto utile)
Alcuni pazienti devono interrompere il loro lavoro e tornare a casa se colpiti da un attacco di emicrania; per la maggiore parte invece di coloro che non lo fanno, calano rendimento ed efficienza.
Anche le attività non lavorative ne risentono negativamente. Il 30% dei pazienti infatti rinuncia agli impegni familiari o sociali a causa delle crisi emicraniche che possono avere anche un effetto negativo nei rapporti di coppia e portare alla riduzione dell’attività sessuale.
In considerazione delle conseguenze anche pesanti che da questo disturbo derivano, è importante avere a disposizione degli strumenti che possano accuratamente accertare il grado di invalidità legato a questa patologia al fine di valutare quale potrebbe essere il suo impatto sulla vita e sulle attività dei pazienti.
Con il questionario MIDAS si dispone di uno strumento che può valutare l’invalidità legata alla cefalea nei principali settori esistenziali nell’arco di 3 mesi.
La scelta di tale intervallo di tempo sembra indicata per confrontare l’esattezza delle informazioni individuali con la pertinenza clinica dell’esperienza cefalalgica nel tempo. Il questionario comprende soltanto 7 domande e ha delle regole di valutazione semplici e intuitive.
Le prime 5 domande studiano l’influenza della cefalea su tre settori ; di queste le domande 1 e 2 sono focalizzate sul lavoro retribuito per avere informazioni sul numero di giorni di lavoro persi a causa della cefalea e sul numero di giorni nei quali la produttività è stata ridotta del 50% o di più; con le domande 3 e 4 si indaga a proposito del lavoro domestico; con la domanda 5 si vuole sapere quanti giorni sono stati persi nell’ambito delle attività ricreative, sociali o familiari.
Un paio di domande aggiuntive riguardano la frequenza delle cefalee nei 3 mesi precedenti la raccolta dei dati per il questionario e la loro intensità desunta dalla media del livello del dolore lamentato negli attacchi cefalalgici. Queste ultime domande non sono state inserite per calcolare l’invalidita’ ma per fornire più informazioni al medico.
Il conteggio totale si ottiene sommando il numero di giorni con presenza di cefalea come previsto nelle prime cinque domande.
Studi basati sulla popolazione eseguiti negli Stati Uniti e nel Regno Unito hanno dimostrato che MIDAS è uno strumento valido e accettabilmente attendibile.
La validità di MIDAS è stata accertata con il confronto della valutazione giornaliera che i pazienti danno su tutte le caratteristiche delle loro attività e della cefalea di cui soffrono.
I risultati indicano che il questionario fornisce una misura ragionevolmente precisa dell’invalidità dovuta a questo disturbo.
La semplicità del suo uso e la sua validità scientifica ne fanno uno strumento utile per migliorare la comunicazione tra pazienti e medico, per la selezione e l’informazione del paziente e infine per valutare le scelte relative al trattamento.
In realtà, solo una minoranza di pazienti sofferenti di emicrania riferiscono spontaneamente del loro deterioramento funzionale legato al loro disturbo. Similmente la maggior parte dei medici non sono coscienti dell’impatto reale che l’emicrania ha sulla vita dei loro pazienti e generalmente non approfondiscono l’indagine sugli aspetti negativi connessi.
Il questionario MIDAS fornisce un’occasione ai pazienti di parlare della gravità della loro malattia, rivelandosi questo di grande utilità per il curante. MIDAS può dunque aiutare gli specialisti ed i medici di base a capire la gravità dell’emicrania nei pazienti al fine di stabilire rapidamente quali siano i trattamenti necessari per porvi rimedio. Si considera oggi la diminuzione dell’invalidità legata all’emicrania come lo scopo principale del trattamento di questo disturbo così come è scritto nelle linee-guida per la cura delle cefalee studiate dal US. Headache Consortium di recente pubblicazione.
La riduzione dell’invalidità è anche un risultato importante per la ricerca clinica. Attualmente il più importante obbiettivo degli studi clinici mirati ad accertare l’efficacia dei farmaci sull’emicrania consiste nella capacità di controllarla (sollievo dal dolore), generalmente dopo due ore dal suo esordio. Si comincia a riconoscere che un cambiamento nel punteggio MIDAS dopo trattamento può essere un utile punto d’arrivo e una prospettiva utile per il paziente.
In considerazione della sua utilità nello screening dell’emicrania,nella valutazione delle sue conseguenze e per la comunicazione tra paziente e medico, MIDAS può avere un importante ruolo nel coordinamento e nell’accertamento delle iniziative di cura volte al controllo di questo disturbo.
Benché l’emicrania sia una condizione abbastanza comune e sia riconosciuta sempre di più la sua azione negativa sulla vita personale, sociale e professionale di coloro che ne soffrono, essa è tuttora sottovalutata dai politici che si occupano di sanità e dagli stessi medici, che non se ne occupano direttamente.
L’inadeguatezza delle diagnosi, l’insufficiente ricorso al parere degli specialistici e la scarsa efficacia delle terapie stanno a significare che l’emicrania è ancora largamente considerata come una malattia dai sintomi mal definiti perché poco conosciuta, per non dire trascurata.
F.Z.
Domenico D’Amico e coll.
J. Hadache Pain (2001) 2: 925 - 527