![]() |
|
|
LA DEPRESSIONE ............
NON E’ UNA SCUSA PER NASCONDERSI.
NON E’ UN MOTIVO PER VERGOGNARSI,
MA SOLO IL MOMENTO DI CERCARE AIUTO.
Prefazione
NON E’ UNA SCUSA PER NASCONDERSI,
NON E’ UN MOTIVO PER VERGOGNARSI,
MA SOLO IL MOMENTO DI CERCARE AIUTO.
Il male oscuro è poeticamente sintetizzato dai bellissimi versi che seguono di Paul Verlaine.
Il
pleure dans mon coeur
Comme il pleut sur la ville;
Quelle est cette langueur
Qui pénètre mon coeur?
O bruit
doux de la pluie
Par terre et sur les toits!
Pour un coeur qui s’ennuie
O le chant de la pluie!
Il
pleure sans raison
Dans ce coeur qui s’écoeure.
Quoi ! nulle trahison?...
Ce deuil est sans raison.
C’est
bien la pire peine
De ne savoir pourquoi
Sans amour et sans haine
Mon coeur a tant de peine!
Lo stile di vita odierno per le sue multiple richieste di soddisfazione espone la nostra salute a molteplici fonti di stress. Conseguentemente non mancano incertezze e rischi particolarmente elevati che si manifestano tra l’altro in un crescente numero di patologie depressive. Tutti noi siamo chiamati ad aiutare, secondo le nostre possibilità le persone che non riescono più a cogliere gli aspetti positivi della propria esistenza. Le risorse sempre più limitate, di cui il sistema sanitario dispone per offrire una quantità sempre maggiore di servizi, ci impongono una scelta attenta delle misure praticabili. La salute è un bene prezioso, dobbiamo quindi ricordarci continuamente che preservarla ha un costo. Per questa ragione ciascuno deve e dovrà almeno farsi carico della responsabilità della propria salute.
Appaiono dunque particolarmente utili tutte le iniziative volte alla prevenzione nonchè alla apertura di un ambulatorio con accesso gratuito per i cittadini residenti a Milano per la cura della depressione, autonomo dalle istituzioni pubbliche, ma non in concorrenza con le stesse.
Tra queste la campagna “Alleanza europea contro la depressione a Milano” si prefigge di fornire informazioni mirate, integrare meglio le risorse già esistenti e favorire la collaborazione tra vicini e la cooperazione tra persone, servizi ed istituzioni nel contesto di una crescente solidarietà europea.
Perchè un’Alleanza europea contro la depressione?
Secondo l’organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) le persone attualmente sofferenti di depressione sono circa 150 milioni.
Da indagini condotte sulla qualità della vita è emerso come la depressione sia la malattia che crea maggior disabilità e giorni persi di lavoro rispetto a qualsiasi altro disturbo fisico o psichico. Nell’elenco delle malattie più invalidanti a livello mondiale la depressione occupa attualmente la quarta posizione, ma si stima che entro il 2020 raggiungerà il secondo posto.
Gli studi riferiti a paesi con un sistema sanitario evoluto dimostrano che solo due terzi delle persone affette da depressione si recano da un medico. Solo nella metà di questi casi, il medico diagnostica correttamente la malattia e solo un terzo delle depressioni accertate viene trattato in modo adeguato. Meno della metà dei pazienti depressi sottoposti ad una terapia corretta risulta ancora in trattamento dopo tre mesi. Ne emerge un quadro altamente preoccupante, secondo cui solo il 4% delle persone depresse segue una terapia conforme alle direttive internazionali. Altri studi indicano che una percentuale compresa tra i 40 e il 70 per cento delle persone che si tolgono la vita soffra di depressione. Il numero particolarmente elevato di suicidi a Milano impone perciò l’adozione di provvedimenti urgenti da mettere a disposizione di questa città.
Il presente articolo informativo rientra nel quadro di tali iniziative e intende fornire indicazioni chiare e oggettive sulla malattia, sul suo trattamento e sulle sue buone prospettive di guarigione se curata correttamente. Pazienti e familiari sono spesso poco informati in merito e cadono facilmente in preda allo sconforto. La società stessa tende a sottacere ogni forma di disagio psichico perchè causa incertezze e paure, ne consegue una serie di pregiudizi sui malati, sui familiari e sulle possibilità di trattamento e tutto ciò non fa che rendere la vita ancora più difficile a tutti gli interessati. Le persone affette da malattie psichiche ed i loro familiari tendono a vergognarsi delle loro sofferenze e cercano disperatamente di nasconderle.
Ai malati psichici dovranno invece essere assicurati in futuro gli stessi diritti e le stesse possibilità di trattamento riservati a chi soffre di malessere fisico. Nessuno si vergogna di un influenza nè si sente colpevole o fallito se questa si ripresenta con frequenza. Anche il diabete o l’ipertensione sono accettati da tutti come disturbi che richiedono spesso un trattamento permanente o prolungata, che non per questo deve essere meno considerata.
La depressione può colpire chiunque
La depressione viene definita come la più umanamente comprensibile di tutte le malattie in quanto tutti possono aver sofferto durante la propria vita di episodi più o meno profondi di tristezza; non è impossibile quindi immedesimarsi in questo stato. Il 15-20 per cento delle persone tuttavia sviluppa, nel corso della propria esistenza una depressione tale da richiedere un intervento terapeutico. La depressione costituisce dunque, dopo le sindromi ansiose, il disturbo psichico più diffuso al mondo ed è bene non sottovalutarlo nè dimenticarlo. L’incidenza della depressione è doppia nelle donne rispetto agli uomini. Nei bambini sono stati descritti casi di depressione a partire dai 3 anni di età.
La depressione è spesso preceduta da una situazione di stress particolare o da un periodo di prolungato sovraffaticamento, ma può anche colpire come un fulmine a ciel sereno.
Sovente i depressi non vengono presi sul serio (“devono reagire...”) e l’opinione pubblica è complessivamente poco informata su questa malattia . Compito di questa iniziativa e incominciare a farlo.
Nelle persone depresse il rischio di suicidio è 20 volte superiore a quello della media della popolazione.
La depressione non è la conseguenza di un fallimento personale, bensì una malattia come l’influenza, l’ipertensione o il diabete. Essa è bene ripeterlo, può colpire chiunque, indipendentemente dall’età, dalla professione e dalla condizione sociale.
La depressione non è un male immaginario; si tratta invece di una malattia reale e diffusa che può avere talora conseguenze fatali, ma che oggi può essere curata con successo.
I sintomi della depressione:
Si parla di depressione quando i primi tre ed almeno un altro dei seguenti sintomi perdurano simultaneamente per almeno 14 giorni:
1 senso di abbattimento, ansia, preoccupazione, disperazione, perdita di interesse e di piacere a svolgere attività che in passato apparivano gradevoli (compresi gli hobbies e il sesso) e che ora risultano faticose e insopportabili, sensazione di non avere più forze nè energie, spesso più marcata di mattina con un miglioramento verso sera;
2 lentezza nel pensare e nell’agire o forte nervosismo interiore;
3 continuo rimuginare sui propri errori , le proprie colpe o la propria incapacità;
4 perdita dell’appetito e calo del peso corporeo oppure (molto raramente) forte aumento dell’appetito e incremento del peso;
5 disturbi del sonno, difficoltà ad addormentarsi, sonno interrotto o risveglio precoce;
6 difficoltà di concentrazione e incapacità di prendere decisioni;
7 sensi di inferiorità, perdita dell’autostima;
8 pensiero di morte, stanchezza di vivere, tendenze suicidarie.
Altri possibili sintomi sono:
9 mal di testa, dolori alla schiena, formicolio, dolori o insensibilità in altre parti del corpo;
10 visione doppia, vista annebbiata, perdita di capelli;
11 senso di oppressione sul petto, respiro faticoso;
11 secchezza delle fauci, sensazione di nodo alla gola, difficoltà di digestione, nausea.
A causa di questi sintomi fisici la depressione può essere scambiata per uno stato di malessere organico.
La depressione è un disturbo della condizione emotiva e dell’energia interiore e può essere scambiata per uno stato di malessere fisico che porta alla perdita dello slancio vitale
La depressione ha molti volti
L’abbassamento d’umore non è necessariamente la manifestazione più vistosa: in alcuni casi può prevalere la mancanza di energia, in altri un doloroso senso di inquietudine interiore.
Alcune persone tendono a sviluppare una condizione depressiva in autunno e in primavera, altre invece durante l’inverno, altre sviluppano prevalentemente sintomi somatici.
Si possono distinguere, grosso modo, quattro tipologie di depressione, che richiedono terapie in parte differenziate.
1 L’episodio depressivo: può essere causato da problemi esistenziali quali perdita di una persona amata, conflitti con il partner, mobbing o forte stress sul posto di lavoro. Anche la necessità di conciliare una molteplicità di incombenze diverse, piuttosto frequente nelle donne divise tre lavoro e famiglia, può provocare le cosiddette depressioni da esaurimento, note anche come “burnout”.
Gli episodi depressivi possono però insorgere anche in assenza di eventi scatenanti, talora dopo un periodo di latenza , talora invece come un fulmine a ciel sereno; se non trattati durano in genere per un periodo di sei – nove mesi, al quale segue una guarigione completa. Il 50 percento degli interessati non si ammalerà mai più di depressione. Nella metà dei casi si possono invece verificare nuovi episodi depressivi in fasi successive della vita: si parla allora di depressione ricorrente.
2 Il disturbo affettivo bipolare: alcune persone soffrono ripetutamente nel corso della propria vita di episodi depressivi alternati a cosiddetti episodi maniacali.
L’episodio maniacale è l’esatto contrario di quello depressivo: la persona è iperattiva, estremamente vitale, con stati di innaturale gaiezza o irritabilità, non ha quasi bisogno di dormire e trasgredisce con facilità le regole sociali. Spesso sviluppa convinzioni deliranti come quella di essere un leader religioso, un miliardario, un grande uomo d’affari, un importante politico o uno straordinario amatore. Benchè il suo comportamento eccessivo arrechi grande sofferenza ai familiari, la persona affetta da questo disturbo si sente perfettamente sana e rifiuta perciò qualsiasi trattamento. Anche gli episodi maniacali tendono a scomparire, in genere dopo qualche settimana o mese. Mania e depressione sono disturbi della condizione emotiva e affettiva. Poichè i due “ poli “(ossia le oscillazioni innaturali dell’umore in senso eccessivamente negativo o eccessivamente positivo) si manifestano in tempi diversi, questo disturbo, un tempo noto come malattia maniaco-depressiva viene oggi chiamato “disturbo affettivo bipolare”.
3 Il disturbo ciclotinico: è una alterazione dell’umore cronica, fluttuante, con numerosi periodi caratterizzati da sintomi ipomaniacali e altrettanti con sintomi depressivi, senza che i primi siano sufficienti per numero, gravità, pervasività o durata a soddisfare i criteri di un episodio maniacale. Parimenti i sintomi depressivi sono insufficienti per numero, gravità o durata per realizzare una depressione maggiore. Sebbene alcune persone si comportino particolarmente bene anche durante alcuni periodi di ipomania, generalmente non possono mancare un significativo disagio associato a compromissione del funzionamento sociale, lavorativo, oltre ad altri aspetti importanti della persona come conseguenza dell’alterazione dell’umore. La compromissione può svilupparsi come risultato di periodi prolungati di variazione dell’umore cicliche, spesso imprevedibili tanto da far considerare la persona che ne è affetta come temperamentale lunatica, insopportabile o incoerente. Il più delle volte tale disturbo esordisce precocemente nella vita, equamente distribuito tra uomini e donne. A livello clinico è più facile che siano le donne piuttosto che gli uomini a richiedere un trattamento.
4 La distimia: è uno stato di leggera depressione che si presenta quasi quotidianamente per buona parte della giornata e si protrae per un periodo di almeno due anni. Rispetto all’episodio depressivo, la distimia presenta sintomi decisamente più lievi,ma molto più persistenti. I soggetti che ne sono colpiti avvertano per anni o addirittura decenni un senso perenne di stanchezza, con stati di umore cupo e lamentoso. Essi sviluppano svariati timori ed ansie, non riescono ad apprezzare nulla, sono facilmente affaticati , distratti e irritati. Hanno difficoltà a prendere decisioni, si considerano noiosi o inferiori, lamentano disturbi del sonno e dell’appetito associati a stati di malessere fisico di origine indefinita (per es. vertigini, spossatezza, dolori). Di norma i distimici riescono a gestire, seppur con grande difficoltà il lavoro e la vita quotidiana. Molti di loro vedono però solo la propria sofferenza e credono che questa faccia parte della loro personalità. Convincendosi di non poterci fare nulla. Anche i familiari li descrivono come brontoloni ed eterni pessimisti, senza sapere che sono malati e che possono essere curati.
Ancora oggi la depressione viene raramente riconosciuta come malattia mentale e curata come tale.
La depressione ha molte cause
Diversi fattori possono concorrere all’insorgenza di una depressione. Fra questi possono figurare tanto l’ereditarietà, quanto la presenza di malattie organiche, lo stress sociale e la sofferenza psichica.
La depressione può essere dovuta a dolori prolungati, a gravi malattie fisiche come il cancro, a patologie cerebrali come il morbo di Parkinson , l’ictus o la demenza, ma anche a ipotiroidismo o carenza di ferro. Essa può essere innescata , altresì, da alterazioni ormonali quali quelle che si registrano durante la gravidanza , l’allattamento o la menopausa. Nel meccanismo di insorgenza della depressione svolgono un ruolo particolarmente importante le esperienze e le emozioni vissute nel corso della vita. Soprattutto nella prima infanzia si possono impostare schemi comportamentali ed emotivi che si riproporranno poi per tutto l’arco dell’esistenza (per es. insicurezza ,senso di impotenza). L’alcoolismo, la prostituzione o la prolungata assenza di un genitore, ma anche la miseria e l’abbandono la vita da orfano, l’educazione in un istituto, l’esperienza della violenza sessuale o fisica, un educazione troppo rigida o troppo permissiva possono costituire fin dall’età infantile un terreno fertile per il futuro sviluppo di stati depressivi. La probabilità di insorgenza della depressione aumenta anche a seguito di sofferenze psichiche e gravi avversità patite in anni successivi: oltre che per le vittime di torture o catastrofi naturali, questo vale in modo particolare per chi ha subito la perdita di una persona cara in seguito a separazione, divorzio o decesso, per chi vive forti conflitti nella coppia , nella famiglia, nel vicinato o nella professione, o per chi è gravato da particolari carichi sociali (per es. persone costrette ad assistere familiari disabili, non autosufficienti o affetti da patologie croniche, oppure donne divise tra impegni familiari e di lavoro).
La depressione è curabile
Vi sono esperienze che possono proteggere dalla depressione. Una vita di coppia soddisfacente, una famiglia solida e serena, una cerchia di buoni amici, una rete di vicini pronti ad aiutarsi reciprocamente, una formazione di buon livello, il riconoscimento sociale, una vita ricca di scopi e progetti, di fede e spiritualità e di crisi superate con successo, sono tutti importanti fattori che aiutano a prevenire la depressione.
A chi rivolgersi?
Il medico di famiglia va consultato se si sospetta di soffrire di depressione; meglio rivolgersi al medico una volta di troppo che rischiare di trascurare la malattia.
Lo psichiatra interviene quando il medico di base non è in grado di risolvere il dubbio diagnostico. In caso di depressione grave o rischio di suicidio è necessario rivolgersi direttamente ad uno psichiatra.
Lo psicoterapeuta (psicologo o psichiatra) è l’interlocutore più adatto in caso di depressioni di lievi o media entità correlate a problemi esistenziali o relazionali.
I gruppi di auto-aiuto offrono sostegno e condivisione della sofferenza aiutando a sopportarla meglio.
Non bisogna vergognarsi di chiedere aiuto, ma il primo passo può richiedere un certo sforzo e molto coraggio: familiari ed amici possono offrire un importante sostegno in questa fase.
Come si cura la depressione?
La psicoterapia e la terapia farmacologica (con antidepressivi) permettono di curare efficacemente la depressione. Purtroppo il ricorso a questi strumenti è ancora scarso perchè spesso le depressioni non vengono riconosciute e trattate.
La psicoterapia fornisce al soggetto depresso gli strumenti necessari per vedere in una prospettiva diversa i propri problemi e affrontarli in modo nuovo, sperimentando esperienze positive, anzichè rimuginare sulle proprie preoccupazioni. La psicoterapia presenta diversi orientamenti: in alcuni casi punta sulla ricostruzione di alcuni fatti risalenti all’infanzia, in altri si concentra sul presente con training comportamentali, tecniche di rilassamento e di percezione corporea, in altri ancora richiede la partecipazione dei familiari o si svolge in piccoli gruppi . Oggi sappiamo comunque che nella psicoterapia, più che l’orientamento scelto, conta soprattutto il rapporto che si instaura fra il soggetto depresso e il terapeuta, rapporto che deve essere caratterizzato da un clima di fiducia e di rispetto. Per tutto quanto viene detto o fatto nelle sedute di psicoterapia vige il segreto professionale.
Nella psicoterapia il soggetto depresso impara ad accettarsi; egli si rende conto che non può cambiare le persone che lo circondano, ma che può solo cambiare se stesso.
La psicoterapia cognitivo-comportamentale è in grado di curare il 70% delle forme di depressione lievi o di grado medio
I farmaci antidepressivi devono essere usati con regolarità . I primi benefici (ritorno delle energie e miglioramento dell’umore) si avvertono solo dopo 2 o 3 settimane.
Ogni depressione, indipendentemente dalle sue cause, modifica il metabolismo del cervello, In determinati centri cerebrali si sviluppa una carenza di neurotrasmettitori e di conseguenza la trasmissione di segnali positivi e attivanti risulta più difficile. Il farmaco antidepressivo compensa la carenza di neurotrasmettitori migliorando in tal modo la trasmissione alterata.
Per evitare ricadute è in genere necessario proseguire la terapia farmacologica per diversi mesi; alcuni pazienti, per sicurezza , continuano ad assumere anche per molti anni i farmaci da cui hanno tratto beneficio.
Gli antidepressivi non producono dipendenza e non alterano la personalità.
Il 70% delle depressioni di grado medio o grave può essere trattata con successo ricorrendo agli antidepressivi.
Spesso la depressione viene trattata con una combinazione di farmaci antidepressivi e psicoterapia per ottenere un miglioramento rapido e durevole.
In alcuni casi anche la deprivazione del sonno, la terapia della luce e la terapia elettroconvulsivante , da sole o associate ad altri strumenti, possono aiutare a combattere la depressione.
Nei casi refrattari con depressione che dura più di 5 anni si può ricorrere alla psicochirurgia o neurochirurgia applicata ai distrurbi psichiatrici.
La stimolazione del nervo vago si effettua con generatore di impulsi elettrici simile ad un pace macher che viene posizionato in sede sottoclaveare sinistra e collegato conil nervo vago ascendente omolaterale e collegato (per via sottocutanea) tramite un sottile cavo elettrico.
Le persone sofferenti di depressione non hanno un destino ineluttabile: oggi possono essere curate con successo.
Cosa può fare la persona depressa per migliorare la propria situazione?
Le dodici raccomandazioni che seguono riflettono le indicazioni più frequentemente espresse dai pazienti nei gruppi di auto-aiuto o nel colloquio terapeutico. Non tutti questi suggerimenti potranno essere applicabili o utili in ogni situazione, ma i pazienti stessi confermano che si sentono meglio se possono contribuire attivamente alla propria guarigione.
Avere pazienza con se stessi. Spesso la depressione perdura per diversi mesi. E’ perciò utile che i pazienti imparino ad accettare l’attesa.
Darsi obiettivi modesti. E’ importante “ingannare” il proprio ambizioso perfezionismo cercando di impegnare con parsimonia le poche energie di cui si dispone.
Fare ciò in cui si riesce con facilità. In questo modo è possibile conseguire qualche piccolo, anche minimo successo.
Stendere un elenco di attività piacevoli. Questo aiuta la persona depressa a ricordare ciò che le da (ancora o nuovamente) gioia, accorgendosi anche degli aspetti positivi della vita.
Programmare accuratamente ogni giornata. Si riesce così a combattere la desolazione e la noia dando un senso anche alle piccole cose.
Riconoscere e descrivere i piccoli successi. Il momento migliore per farlo è la sera, raccontando la giornata in un diario o parlandone con familiari o amici. Anche le persone vicine al depresso gioiscono nel vederlo riscoprire progressivamente le proprie capacità.
Cercare il movimento, l’aria, la luce e il sole. Anche quando costa fatica, è preferibile farlo in compagnia.
Curare i contatti umani. Gli altri capiscono che la persona depressa non è spiritosa e pronta come prima e lo accettano ugualmente senza difficoltà. I contatti possono essere anche brevi e non c’è nulla di male se non riescono alla perfezione.
Dissociarsi dai pensieri depressivi. Dire a se stessi “Questo non sono io, queste idee sono dovute alla mia depressione” spesso aiuta ad allontanare almeno in parte la percezione negativa del sè.
Nutrirsi in modo sano. Il triptofano è un precursore della serotonina, un neurotrasmettitore attivante noto anche come “ormone della felicità”. Ne sono particolarmente ricchi i latticini, le banane, il pesce e le uova. Il suo assorbimento nell’intestino è facilitato dall’associazione a carboidrati come quelli contenuti in pasta , riso o patate.
Parlare apertamente con la famiglia. In questo modo è possibile prevenire l’isolamento totale e organizzare meglio l’assistenza. Può inoltre accadere che altri membri della famiglia siano già passati attraverso esperienze analoghe senza che nessuno lo abbia saputo.
Chiedere aiuto a psichiatri e psicologi. Gli specialisti del mondo della psiche non sono assolutamente i pazzoidi che alcuni (per paura o avversione) descrivono. Sono persone come tutti noi.
Cosa possono fare i familiari?
Anche il seguente elenco si basa sui colloqui condotti con i familiari e non ha alcuna pretesa di completezza. Esso potrebbe però contenere qualche spunto che può valere la pena di approfondire.
Informarsi, vedere la depressione come malattia.
Spesso i depressi non hanno più la forza di informarsi. Se le loro famiglie ne riconoscono la malattia, viene legittimato anche il loro diritto ad essere sgravati e aiutati.
Immedesimarsi nella persona depressa. Questo facilita ai familiari il rapporto con il congiunto malato. Tutti hanno sperimentato almeno temporaneamente un senso di abbattimento e possono dunque immaginare cosa significhi essere depressi.
Prendere sul serio eventuali accenni al suicidio. I familiari dovrebbero in questo caso chiedere espressamente alla persona depressa se ha già preso la decisione di togliersi la vita, se ha già pensato al modo in cui farlo e se ha effettuato dei preparativi. Se la risposta a tutte queste domande è affermativa la persona depressa non deve più essere lasciata sola, si devono informare gli altri familiari e si deve cercare un aiuto professionale presso gli operatori del pronto intervento, il medico di turno o eventualmente la polizia per un ricovero ospedaliero cautelativo.
Sgravare è aiutare la persona depressa. Essendo malata essa ha il diritto di essere sgravata da incombenze e decisioni difficili. Essa può inoltre avere bisogno di aiuto e assistenza anche nell’espletamento delle attività quotidiane (vestirsi, fare la spesa, telefonare o cucinare).
Evitare i rimproveri. Le persone depresse tendono a muoversi molte accuse e vedono confermate le proprie convinzioni se i loro familiari le rimproverano di essere pigre o di non valere nulla. E’ pur vero che ci vuole molto autocontrollo per astenersi dai rimproveri, ma è importante riuscire a farlo.
Curare i contatti. Le persone affette da depressione capiscono benissimo quando le si evita e viceversa si sentono meglio se gli altri le cercano. Questi contatti possono avvenire anche in forma molto semplice e breve, per non affaticare eccessivamente la persona malata. Anche il solo fatto di stare insieme senza parlare può essere utile.
Attivare cautamente la persona depressa. Il depresso deve essere stimolato senza esagerare. Nel dubbio è meglio un invito amichevole ripetuto più volte, magari accettando anche un rifiuto.
Correggere con prudenza le affermazioni negative. Per i familiari è molto più facile cogliere delle impressioni positive , e per le persone affette da depressione è benefico poter iniziare a metter in dubbio la propria cupa visione del mondo.
Accettare la propria frustrazione e il proprio scoraggiamento. Il rapporto con le persone depresse è difficile e faticoso. I familiari possono comunque riuscire a sopportarlo meglio.
Parlarne nella cerchia dei propri amici. I familiari hanno a loro volta bisogno di comprensione e di sfogo. Anche i gruppi di auto-aiuto possono costituire un contesto adatto.
Assicurarsi il necessario recupero. Anche i familiari sono sottoposti a forti pressioni che devono essere opportunamente distribuite in modo da assicurare a tutti le pause necessarie per rigenerarsi. La possibilità di staccare la spina, di procurarsi delle soddisfazioni, di avere contatti con altre persone e di potersi rilassare, li preserva dal rischio di cadere a loro volta in depressione.
A chi rivolgersi?
In caso di emergenza di notte e durante i fine settimana. Ai grandi Ospedali di Milano che hanno sempre uno psichiatra in pronto soccorso.
Durante il giorno dal lunedì al venerdì. Al medico di medicina generale oppure ai Centri Psico Sociali durante l'orario di apertura, a psichiatri e psicoterapeuti privati ed infine al telefono amico
Dr Roger Pycha e Dr Franco Zarattini