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E’ TRISTE CHI DORME A DENTI STRETTI
In un articolo del “Corriere della Sera”, inserto salute, si associa il digrignamento notturno alla depressione : una ricerca sul “ Journal of Dentisty “ di psichiatri e dentisti dell’Università di Pisa segnala questo nesso.
La nostra esperienza riguardo questo problema ha origine da un riscontro casuale : nell’esame dell’equilibrio in ortostatismo con la pedana stabilometrica il valore di un test relativo ai denti ( indice di interferenza occlusale ) è spesso al di sotto della norma nei pazienti depressi. Questo indice è correlato con il “peso” dei denti e dell’occlusione nell’equilibrio e si misura facilmente durante l’esecuzione dell’esame stabilometrico in modo non invasivo ed a costo relativamente basso. Il suo riscontro frequentemente al di sotto della norma in pazienti con disturbi dell’umore propone questo tipo di valutazione come marker diagnostico della depressione, molto più preciso della generica associazione con il digrignamento notturno, difficilmente valutabile e quantificabile. Come si vede lo spazio occupato da questa categoria di disturbi affettivi si allarga sempre più, chiarendo aspetti oscuri sulla causa di alcune patologie che mai avrebbero fatto presagire substrati di questo tipo a tutto vantaggio dei pazienti che possono essere curati meglio partendo dalla conoscenza causale di fastidiosi e inspiegabili ( fino a ieri ) fenomeni patologici.